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'Romics' il festival del fumetto

dal 9 al 12 aprile

Si svolgerà dal 9 al 12 aprile presso la Fiera di Roma, la diciassettesima edizione del Romics, il Festival del Fumetto, dell’Animazione e dei Games: forte del successo dell’edizione dell’ottobre 2014 che ha registrato oltre 150mila presenze, l’appuntamento primaverile riserva moltissimi eventi ...continua a leggere

Enrico Brignano: Evolushow

fino al 29 marzo

Dopo il successo di Rugantino in Italia e la conclusione trionfale del tour a New York sul palco di un teatro di Broadway, Enrico Brignano torna a raccontare i nostri tempi con uno show tutto nuovo, dedicato all'evoluzione dei comportamenti e al nostro rapporto ormai vitale con la tecnologia ...continua a leggere

 
 

Intervista al Premio Oscar Martin Landau.

Il festival del cinema eoliano da poco terminato e' appena iniziato

L'edizione XXVII del festival 'Un mare di cinema' si è conclusa in luglio e la programmazione per il prossimo anno si fa già incalzante. Il 5 settembre la direzione artistica, ospite alla LXVII Mostra del Cinema di Venezia, presso lo spazio Cinecittà Luce dell'Hotel Excelsior, ha raccolto numerosi consensi e prestigiose proposte di cooperazione per l'estate che verrà.
Martin Landau ospite e concorrente a Lipari nell'ultima edizione di 'Eolie in Video' (con il cortometraggio 'Finding Grandma' di Gretchen Becker), elogia lo staff in una felice intervista che ho realizzato all'Hotel Meligunis di Lipari.

Marco Carroccio: Al giardino del Centro Studi, hai ricevuto l'Efesto d'Oro alla carriera. La nuova direzione artistica ha avuto, tra gli altri, il merito di portare, un Premio Oscar a Lipari, vicino alla gente, a distanza di partecipata condivisione.
Martin Landau: Il rapporto diretto con il pubblico è una cosa molto importante. Lo spettatore è il corpo del cinema, se manca feedback, invece che uno specchio, ci ritroviamo con una vuota astrazione tra le mani. Il primo merito del festival, di tutti i festival dotati di una certa lungimiranza programmatica e di una discreta rete promozionale, è di saper riportare nel circuito cinematografico un pubblico selezionato e interessato.
Anni addietro hai lavorato in Sicilia: come non ricordare, nel '70 il set di 'Rosolino Paternó', con l'indimenticabile Nino Manfredi, per la regia di Nanni Loy. Che sapore ha ritornare nel cuore del Mediterraneo per una nuova esperienza cinematografica?
Il sapore degli arancini al burro e delle granite al pistacchio, soprattutto!
Durante quest'ultimo soggiorno siciliano, hai avuto modo di valutare tutte le sezioni del festival: sei stato ospite del Campus, hai visitato mostre d'arte contemporanea e assistito a proiezioni, master-class e incontri con gli autori. Secondo te quali attivita' rappresentano l'ossatura imprescindibile su cui costruire la prossima edizione?
I corti. I cortometraggi possono trovare dignita' artistica solo nei festival. L'industria cinematografica non ha ancora afferrato che la differenza tra corto e lungometraggio è un fatto puramente narrativo, non c'entra la qualità, non c'è un problema di appetibilità.
Al Campus ha preso parte, oltre a quella polacca, una delegazione di studenti marocchini. Tu hai lavorato anche in Marocco, in quell'Africa che un tempo appariva come una 'Luogo barbaro', (vedi gli 'Appunti per un'Orestiade Africana' di P. P. Pasolini), come una scommessa, un azzardo puro. Oggi invece, con la Tunisia, rappresenta un Eldorado per le produzioni a caccia di location suggestive ma funzionali.
Se non fosse stato per le temibili escursioni termiche, spauracchio di ogni attore, posso dire di essermi trovato davvero molto bene in Marocco: grandi professionalità e organizzazione, in una primitiva e affascinante Immediatezza extralinguistica.
La ricorrenza del cinquantenario della 'Dolce vita' (nda. a cui il festival dedica una mostra-tributo presso la terrazza dell'Hotel Cincotta a Panarea, con le matite e le tecniche miste di David Parenti richiede qualche battuta su Federico Fellini, a novant'anni dalla sua nascita. Tu che hai vissuto gli ambienti beat in America come nella Roma di Campo dei Fiori, cosa hai notato del passaggio tra gli anni '50 di Piazza del Popolo (coi suoi pittori, i suoi intellettuali) e i '60 di via Veneto, dopo la 'bomba, dolce vita'.
Finalmente l'Italia riveló il suo vero volto in fila al botteghino per acquistare il biglietto d'ingresso in una nuova era. Fellini mi voleva per '8 e mezzo', ma io ero impegnato nelle riprese di 'Cleopatra' e non se ne fece più niente. Mi è rimasto il suo poster in casa, oltre a quello di Antonioni, che sempre cinquant'anni fa presentava a Cannes 'L'avventura'.
E l'amico Woody Allen, attualmente impegnato nelle riprese del suo 41esimo film 'Midnight in Paris', e che sarà prossimamente impegnato nella regia del Barbiere di Siviglia in Sicilia, per Taormina Arte, che artista e che tipo di regista.
(nda. Un trillo dalla tasca di Landau interrompe per un attimo l'intervista).
La sveglia mi ricordava che avevo un impegno, che sarei dovuto essere qui a quest'ora.
Allen è un attore e le sue regie sono grandi prove d'attore: ti lascia spesso improvvisare e lui a sua volta sa improvvisare certi passaggi della regia come se la storia e il punto di vista sulla stessa agisse insieme a te. Allen è uno strumentista che fa parte di un'orchestra (immerso nei suoni si esalta), ma è anche il maestro, colui che dirige l'ensemble.
Il governo Obama ha saputo rivoluzionare molti aspetti della mentalità e delle consuetudini made in USA. E il cinema puó trarne qualche beneficio?
Non c'è aria d'innovazione nell'industria cinematografica americana. I film blockbuster la fanno da padroni: disaster, gangster e b movie estremamente costosi sono le principali proposte hollywoodiane. L'uomo, centro di pulsioni, sentimenti e aspirazioni, per lo più stato escluso dalle sceneggiature opzionate dalle major. E' finito il cinema d'aggregazione. Solo due estremi hanno visibilità il cinema di consumo e un certo cinema indipendente spesso masturbatorio e nulla più. In America, come anche in Italia, forse, le sale chiudono. La concorrenza gratuita della rete è assolutamente impari, sleale addirittura.
Solo nei festival c'è del nuovo, esiste qualcosa di qualità ben sponsorizzato, magari per poche settimane, ma che ancora odora del liberismo di una volta, e sa di volontà e d'idee nuove, come una volta.

Martin Landau, formatosi all'Actor Studio di Lee Strasberg, al fianco di Steve McQueen, al ventitreesimo anno debuttava come attore in un teatro del Maine con 'Detective Story'.
Nella sua ricca filmografia troviamo titoli eccellenti.
La prima uscita davanti al grande pubblico è con una parte significativa in 'Intrigo internazionale' di Alfred HitchcocK.
Non ha neanche trent'anni quando con la moglie Barbara Bain prende parte a 'Missione impossibile', una serie televisiva di spionaggio, creata da Bruce Geller, che negli anni ottanta è stata parzialmente trasmessa anche in Italia.
Il vero successo arriva con un′altra serie 'Spazio 1999' di Greydon Clark.
Nel 1988 la carriera di Landau ha una svolta: conquista un ruolo in 'Tucker, un uomo e il suo sogno' di Francis Ford Coppola, vince un Golden Globe e ottiene la nomination agli Oscar.
L'anno successivo recita in 'Crimini e misfatti' insieme a Woody Allen.
Un Oscar quale miglior attore non protagonista lo riceve nel 1995, premiato per l'interpretazione in 'Ed Wood', con la regia di Tim Burton.